Visualizzazione post con etichetta Alexei Navalny. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta Alexei Navalny. Mostra tutti i post

domenica 24 gennaio 2021

Russia, sollevazione per Navalny, arrestati centinaia di minorenni




Sui social circola un video in cui si vede un agente che prende a calci una donna durante la manifestazione a San Pietroburgo: secondo i media, la 54ene ha subito un trauma cranico ed ora è ricoverata in coma.


La polizia russa ha arrestato numerosi sostenitori dell'oppositore Alexei Navalny, scesi in piazza dopo il suo appello a protestare contro il presidente Vladimir Putin. 


Le prime proteste si sono svolte in Estremo Oriente e in Siberia, comprese Vladivostok, Khabarovsk e Chita, dove diverse migliaia di persone sono scese in piazza, hanno detto i sostenitori di Navalny. Nella capitale, piazza Pushkin e nelle aree dello shopping e nelle strade principali sono apparse barricate. Tra i fermati molti portavano cartelli con scritto "Io non ho paura", citazione dello stesso Navalny e diventata uno degli slogan della giornata. 


"Il prossimo fine settimana terremo nuove proteste in tutto il Paese. Alexey Navalny deve essere immediatamente rilasciato dalle grinfie dei suoi assassini e le nostre richieste, assolutamente giuste, devono essere soddisfatte". Lo ha detto su Twitter Leonid Volkov, coordinatore della rete regionale del Fondo Anti-Corruzione di Navalny.


A Mosca la polizia ha iniziato a fermare i manifestanti pro-Navalny ancora prima dell'inizio della protesta contro l'arresto dell'oppositore. Secondo la testata online Meduza. Gli agenti trattengono chi ha in mano cartelli con slogan pro-opposizione come "Libertà per i prigionieri politici". 


Un allarme è stato lanciato poi dal commissario per i diritti dei bambini, che afferma che tra gli arrestati vi sono almeno 300 minorenni. Decine di migliaia di russi hanno partecipato a proteste che si sono svolte in almeno 100 città in tutta la Russia per chiedere il rilascio del dissidente russo e protestare contro Vladimir Putin. I sostenitori di Navalny parlano di almeno 40mila dimostranti per la manifestazione di Mosca, parla di una "grandiosa azione tutta russa" e promette di continuare la protesta.


Navalny è stato incarcerato al suo rientro dalla Germania dove si trovava da agosto scorso in seguito a un avvelenamento. Il giorno della protesta dei sostenitori di Alexei Navalny, rivale numero uno di Vladimir Putin, sono scesi in piazza, nonostante il freddo polare. Si tratta di manifestazioni non autorizzate dalle autorità. Sarebbero almeno 40.000 le persone che si sono unite alle proteste a Mosca per chiedere il suo rilascio per quella che sembra essere una delle più grandi azioni di protesta anti-Putin nel paese. La miccia: la pubblicazione di un video di quasi due ore, in cui il blogger attribuisce al presidente russo Vladimir Putin spese folli per una tenuta sul Mar Nero. Secondo i cronisti di Afp durante la marcia nella capitale, la polizia ha usato pesantemente la forza per disperdere i dimostranti, utilizzando i manganelli. 


Intanto il mondo guarda attonito e reagisce con diverse dichiarazioni che richiamano al rispetto dei diritti civili. L'Europa "Seguo gli eventi in corso in Russia con preoccupazione. Deploro le detenzioni" dei manifestanti da parte della polizia, "l'uso sproporzionato della forza, l'interruzione delle connessioni internet e delle reti telefoniche", scrive su Twitter l'Alto rappresentante dell'Ue, Josep Borell. "Lunedì discuteremo i prossimi passi" da intraprendere nei confronti di Mosca "con i ministri degli esteri degli stati membri", aggiunge. 


Proteste anche al quartier generale dell'FSB, i servizi di sicurezza interni eredi del KGB, situato sulla Lubyanka. I manifestanti urlano lo slogan "Russia senza Putin".  Tra i fermati anche la dissidente Liubov Sobol, una delle più strette collaboratrici di Aleksey Navalny. Lo riporta la testata online Meduza rimandando a un video della tv Dozhd. Sobol era stata fermata anche giovedì e multata per 250.000 rubli (circa 2.750 euro) da un tribunale di Mosca. 


E' stata rilasciata dopo l'arresto a Mosca anche la moglie di Navalny, Yulia che manifestava a Mosca. Sul suo profilo Instagram ha postato una foto scattata all'interno di un van della polizia: "Scusate la bassa qualità. Una luce terribile nella camionetta della polizia". Lo riporta il sito di Mbkh media.  A San Pietroburgo Arresti anche in piazza del Senato, a San Pietroburgo. "Mi vergognerei di restare a casa. Ho bisogno di parlare, ho bisogno di esprimere la mia posizione", dice Galina Fedosseva, 50 anni. "La gente è stanca di Putin, (è stato presidente) tutta la mia vita. È ora di fare spazio agli altri. (...) Non voglio vivere sotto una dittatura ", ha detto il ventenne Alexeï Skvortsov. 


Le forze dell'ordine di Mosca hanno già detto che le proteste verranno considerate come "una minaccia all'ordine pubblico" e saranno "immediatamente represse". Il Cremlino ha ribadito per l'ennesima volta che sono "inammissibili" e la Procura generale ha avvertito che chi vi prende parte potrà essere perseguito penalmente per "disordini di massa". Intanto il Comitato Investigativo ha già aperto un procedimento penale per aver lanciato l'appello a scendere in piazza e con l'aggravante del coinvolgimento di minori. 




martedì 26 dicembre 2017

Russia: Navalny formalmente escluso da elezioni


La Commissione elettorale non permette la candidatura al maggiore oppositore di Putin alle Presidenziali del 2018. Alexei Navalny è già stato arrestato tre volte nel corso dell'anno.

Le autorità responsabili delle prossime elezioni presidenziali in Russia hanno formalmente escluso dalla corsa elettorale il leader d'opposizione Alexei Navalny, che ora fa appello al boicottaggio del voto del prossimo anno. La Commissione elettorale centrale russa ha deciso all'unanimità che l'attivista anti-corruzione non è idoneo alla candidatura.

Navalny era già implicitamente escluso d'ufficio dalla corsa elettorale, a causa di una condanna in un caso di frode che è però stato considerata dall'opposizione come una decisione politica. Avrebbe potuto partecipare se gli fosse stata data una dispensa speciale o se la sua condanna fosse stata annullata.

I 12 componenti della Commissione elettorale ad unanimità hanno votato contro la candidatura del principale oppositore di Vladimir Putin a causa della controversa condanna a carico di Navalny, con pena sospesa, a 5 anni per appropriazione indebita. L'avversario di Putin, comunque, aveva raccolto le firme necessarie per la candidatura. Il politico d'opposizione la definisce come una 'sentenza politica' ma il verdetto implica che lui non possa partecipare alle presidenziali.

Navalny, che ha 41 anni, è stato incarcerato tre volte quest'anno e accusato formalmente di violazione della legge per avere ripetutamente organizzato incontri pubblici, comizi non autorizzati, proteste anti-corruzione. Il principale oppositore di Putin, a questo punto, l'unico uomo che avrebbe potuto mettere in difficoltà l'uscente presidente ha invitato tutti i suoi sostenitori a non partecipare al voto, proclamando: "Stiamo dichiarando uno sciopero degli elettori. Chiediamo a tutti di boicottare queste elezioni. Non riconosceremo il risultato di queste elezioni".

In una ventina di città russe i sostenitori di Navalny sono scesi in piazza per sostenere la sua candidatura per le prossime elezioni presidenziali del marzo 2018 nonostante sia stato giudicato ineleggile.

La gente si è mobilitata a supporto di Navalny, da Vladivostok a Rostov sul Don a Mosca e San Pietroburgo, per un totale di una ventina di città, i sostenitori del carismatico avvocato e blogger anticorruzione dai toni a volte nazionalisti, si riuniscono per fare di Navalny il loro candidato davanti alle autorità elettorali locali.

Secondo i sondaggi l'attuale presidente russo Vladimir Putin, che ha annunciato che si ricandiderà per la quarta volta, riuscirà facilmente a ottenere la rielezione, il che significa che rimarrà al potere fino al 2024. I concorrenti di Putin, allontanato Navalny, sono Pavel Groudinine (Partito Comunista), Vladimir Jirinovski (estrema destra) e Ksenia Sobchak, la trentaseienne giornalista televisiva del Partito per l'iniziativa civile russa.

Durante i loro rispettivi congressi di partito a Mosca, sia la formazione di centrosinistra "Russia Giusta", sia i conservatori di "Piattaforma civica", hanno deciso di non presentare alcun candidato alle prossime elezioni presidenziali del marzo 2018, ma di sostenere la candidatura dell'attuale presidente, Vladimir Putin, che corre come candidato indipendente.

Sergey Mironov, leader di Russia Giusta, nel suo comizio ha spiegato le ragioni della decisione: "Era di fondamentale importanza per noi che Vladimir Putin partecipasse non per conto di "Russia Unita", ma come candidato indipendente. In questo modo, ha chiamato a raccolta le forze politiche e sociali russe per supportarlo, ed è proprio così che noi risponderemo."

Lo stesso concetto che ha espresso il leader di "Piattaforma Civica", Rifat Shaykhutdinov: "Il nostro partito storicamente supporta Vladimir Putin. Quando cominciò la crisi della Crimea, come ricordate, siamo entrati in un periodo molto difficile per la nostra maturità politica, supportando la riunificazione della Crimea".

Intanto la sfidante di Putin, Ksenia Sobchak, ha presentato ufficialmente la sua candidatura alla commissione elettorale centrale a correre alle presidenziali per il partito "Iniziativa civile Russa", formazione non rappresentata in Parlamento.




lunedì 12 giugno 2017

Navalni, nuovamente fermato a Mosca



Centinaia di fermi a Mosca e San Pietroburgo durante le manifestazioni anti Putin. A Mosca i fermi sono saliti a quota 750. L’oppositore anti-Putin, da poco liberato, è finito di nuovo in manette mentre usciva di casa per organizzare una manifestazione contro la corruzione.

Il blogger russo Alexei Navalni è stato arrestato davanti al portone di casa sua a Mosca: lo ha twittato la moglie. Inoltre, c'è stato un blackout elettrico negli uffici del suo fondo anticorruzione, da dove gli organizzatori intendono diffondere online in streaming le immagini della manifestazione di protesta di oggi che si è svolta lo stesso: in migliaia sono scesi in piazza scandendo slogan contro Putin. E puntuali sono arrivati gli arresti: a Mosca i fermi sono saliti a quota 750. Lo riporta Dozhd che cita l'ong 'Ovd Info'. A San Pietroburgo i fermi sarebbero invece circa 900.

«La Russia senza Putin», «Putin vai via», «La Russia sarà libera»: questi i principali slogan scanditi dai manifestanti a favore di Navalny, che in migliaia si sono ritrovati nel centro di Mosca, sulla via Tverskaia. I manifestanti pro-Navalny si sono radunati sulla via Tverskaia. Dopo un’iniziale calma apparente la tensione è salita alle stelle. Secondo i manifestanti, la polizia ha lanciato lacrimogeni nella centralissima piazza Pushkin. Le forze dell'ordine invece hanno dato una versione diversa, accusando i dimostranti di aver usato spray urticante. Secondo il canale televisivo Dozhd, che cita l'ong "Ovd Info", il bilancio dei fermi a Mosca sarebbe di 750 persone.

Navalni è accusato di "ripetuta violazione delle norme sull'organizzazione delle manifestazioni" e di "resistenza a un ordine di un funzionario di polizia". Sono reati di carattere amministrativo e ora un tribunale dovrà decidere se convalidare il fermo. Navalni a quanto pare rischia ora "30 giorni di arresto amministrativo".

Alla manifestazione non autorizzata nel centro di Mosca "hanno partecipato non più di 5mila persone". Lo sostiene il capo del dipartimento di sicurezza di Mosca, Vladimir Chernikov, citato da Interfax. "Circa 2,5 milioni di persone hanno invece preso parte ai festeggiamenti in città per il giorno della Russia". I manifestanti sono dunque "una percentuale minuscola". "Avevamo ragione - ha detto il capo del dipartimento sicurezza di Mosca, Vladimir Chernikov - è stata una provocazione al 100% di persone non completamente normali, che non sanno rispondere per le proprie azioni e parole. La situazione è sotto controllo, i provocatori non hanno potuto rovinare la festa alla gente: continua il lavoro professionale e preciso nei confronti dei provocatori, non abbiamo l'obiettivo di procedere ad arresti di massa", ha aggiunto.

Tra i fermati spiccano personalità come Ilya Yashin, uno degli oppositori russi più famosi, ex vice segretario di Parnas, e Roman Rubanov, il direttore del fondo anticorruzione organizzatore della manifestazione. I poliziotti in tenuta antisommossa hanno isolato i manifestanti procedendo ad una serie di arresti. A San Pietroburgo, Dozhd,  gli arresti sarebbero circa 900.

Si sono già svolte in diverse città russe le proteste anti-corruzione, e già si registrano arresti tra i manifestanti. La gente è scesa in piazza nella regione degli Altai, in Tatarstan, in Siberia e nel Lontano Oriente. A Khabarovsk la dimostrazione, autorizzata, si è svolta senza incidenti. A Yuzhno-Sakhalin c'è stato un picchetto e anche qui senza disordini. A Blagoveshchensk, invece, la polizia ha arrestato un manifestante che aveva uno striscione con scritto "Russia senza corruzione"; altri partecipanti gridavano "vergogna" mentre le forze dell'ordine lo portavano via. Sono informazioni che ha riportato Leonid Volkov, braccio destro di Navalny, durante la diretta video trasmetta sul canale Youtbe "Navalny live".  A Novosibirsk, la polizia ha arrestato un attivista, come pure ad Abakan. A Vladivostok si è manifestato nello stesso luogo in cui i cosacchi avevano organizzato un evento per il Giorno della Russia, che si celebra oggi. L'opposizione ha riferito dell'uso della violenza da parte dei cosacchi, "visibilmente ubriachi", e che hanno cercato di rompere l'apparecchiatura di un giornalista.





martedì 30 dicembre 2014

Alexei Navalny, il blogger anti-Putin è stato arrestato



Alexei Navalny è stato arrestato per essersi allontanato dagli arresti domiciliari per raggiungere la manifestazione in suo appoggio a Mosca. Lo riferisce la tv russa Dojd. "Sono agli arresti domiciliari ma oggi ho troppa voglia di stare con voi", aveva scritto poco prima su Twitter il blogger anti-Putin condannato.

Navalny, diventato la figura carismatica del fronte anti-Putin, ha annunciato in un tweet l'intenzione di partecipare a un raduno in suo sostegno, malgrado si trovi agli arresti domiciliari. Alla manifestazione sono state fermate molte persone: un centinaio secondo il ministero degli Interni russo, 245 secondo alcune fonti dell'opposizione

La polizia ha arrestato Navalny in strada, secondo quanto mostra l'emittente indipendente Dojd. In quanto agli arresti, non aveva il diritto di lasciare la sua residenza per recarsi alla manifestazione, da lui stessa indetta in Piazza del Maneggio, a due passi dalla Piazza rossa. Il popolare e carismatico blogger e oppositore politico di Putin, che denuncia la corruzione in Russia, è da febbraio scorso agli arresti domiciliari. Il blogger è stato condannato a tre anni e mezzo di carcere - con pena sospesa - per malversazione di fondi pubblici, in un processo in cui il fratello Oleg è stato condannato alla stessa pena, ma che dovrà scontare in una colonia penale. Contro la sentenza si è pronunciata, fra gli altri, l'Ue, che l'ha giudicata "motivata politicamente".

Le autorità russe vieteranno "tutte le manifestazioni non autorizzate". Questa mattina, subito dopo la condanna a tre anni e mezzo per appropriazione indebita, con pena sospesa, il blogger anti Putin Alexei Navalny aveva esortato i suoi sostenitori a scendere in piazza. Il fratello, Oleg Navalny, è stato condannato nello stesso processo a tre a anni e sei mesi da scontare in una colonia penale. Il verdetto, inizialmente previsto per metà gennaio, era stato anticipato a sorpresa a oggi per evitare le manifestazioni di massa annunciate dai sostenitori del blogger anti-Putin.

Navalny è stato fermato dalla polizia prima dell'arrivo alla manifestazione convocata a suo sostegno dopo la condanna a tre anni e mezzo di carcere - con pena sospesa - per malversazione di fondi pubblici, in un processo in cui il fratello Oleg è stato condannato alla stessa pena, ma che dovrà scontare in una colonia penale. Il blogger è stato poi riaccompagnato a casa sua. Dalla parte di Navalny, oltre all'opposizione russa, c'è gran parte del fronte occidentale, per il quale il 2014 e la crisi ucraina sono state il tempo e il luogo per entrare in piena rotta con Vladimir Putin. La condanna del leader dell'opposizione russa "è uno sviluppo inquietante" e gli Stati uniti sono "turbati dal verdetto", ha affermato il portavoce del dipartimento di Stato, Jeffrey Rathke.

Mentre da Bruxelles, esponenti dell'Ue parlano di "motivazione politica della condanna". Anche se l'opposizione russa che ha organizzato la protesta aveva promesso: "È solo l'inizio", nella Mosca intorpidita dal freddo (oggi -14 gradi), la manifestazione a sostegno di Aleksey Navalny e di suo fratello Oleg non è riuscita neppure a raggiungere la meta: Piazza del Maneggio è stata ampiamente cordonata dalla polizia russa, in una capitale mai tanto presidiata e blindata nell'era Putin. Agenti ovunque. Forze speciali, soldati in assetto anti sommossa e persino i cosacchi dappertutto: nelle stazioni della metropolitana, nei sottopassi, sulle scale e lungo i marciapiedi. In questa situazione sono state fermate moltissime persone: un centinaio secondo il ministero degli Interni russo, 245 secondo alcune fonti dell'opposizione, che parlano di 17 pulmini delle forze dell'ordine riempiti di attivisti. L'affluenza alla manifestazione pare che non sia stata straordinaria. Secondo la polizia si parla di 1500 persone che volevano manifestare in centro. A tutto questo si aggiungeva un clima gelido e surreale tra piazza della Rivoluzione e Piazza del Maneggio, quest'ultima deserta e isolata.