Visualizzazione post con etichetta Spianata delle Moschee. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta Spianata delle Moschee. Mostra tutti i post
venerdì 21 ottobre 2016
Unesco, voto anti-Israele sui luoghi santi del Medio Oriente
L'Unesco ha ufficialmente adottato una risoluzione su Gerusalemme est voluta dai Paesi arabi a nome della protezione del patrimonio culturale palestinese, ma contestata con veemenza da Israele perché nega il legame millenario degli ebrei con la Città vecchia dove sorge il Muro del pianto, il luogo più sacro agli ebrei di tutto il mondo. Tra l'altro, nel testo presentato col fine di "tutelare il patrimonio culturale della Palestina e il carattere distintivo di Gerusalemme Est", i luoghi santi della Città Vecchia sono indicati solo con il nome arabo, cosa che ha indignato gli israeliani.
Sostenuta dall'Autorità palestinese e presentata da Algeria, Egitto, Libano, Marocco, Oman, Qatar e Sudan, la risoluzione era stata esaminata e votata giovedì scorso a Parigi dai 58 stati membri del consiglio esecutivo dell'organizzazione per la pace e la cultura dell'Onu. Oggi, al termine dei dibattiti, "è stata definitivamente adottata, senza bisogno di una seconda votazione", così ha dichiarato un portavoce dell'agenzia culturale dell'Onu.
Per Israele si tratta di un vero e proprio bacio di Giuda. Il consiglio esecutivo dell’Unesco riunito a Parigi ha ufficialmente adottato una risoluzione chiamata “Palestina occupata” che riguarda la città vecchia di Gerusalemme (che si trova a Gerusalemme Est, annessa nel 1967).
Una risoluzione che ha provocato la rabbia delle autorità israeliane. Per lo stato ebraico questo testo, sostenuto da diversi paesi arabi (Algeria, Egitto, Libano, Marocco, Oman, Qatar, Sudan) in nome della protezione del patrimonio culturale palestinese, nega il legame storico che unisce gli ebrei al Monte del tempio facendo riferimento a quest’ultimo solo con il suo nome arabo di Haram al Sharif (Spianata delle moschee).La risoluzione dell’Unesco sui luoghi santi del Medio Oriente denominati in arabo «è una vicenda che mi sembra allucinante, ho chiesto al ministro Esteri di vederci subito al mio ritorno a Roma».
La Spianata delle moschee, che gli ebrei chiamano Monte del tempio, situata dove un tempo sorgeva il primo tempio all’epoca del re Salomone (nel decimo secolo avanti Cristo), è il sito più sacro della religione ebraica e il terzo luogo più santo dell’islam dopo la Mecca e la Medina, ricorda i24news.
Solo gli Stati Uniti, il Regno Unito, la Germania, l’Estonia, la Lituania e i Paesi Bassi si sono pronunciati contro la risoluzione, che era già stata votata una prima volta in commissione il 13 ottobre (24 voti favorevoli, sei contrari e 28 astensioni).
E se favorisse Israele?
L’Autorità Nazionale Palestinese si è detta soddisfatta per la decisione dell’agenzia delle Nazioni Unite e perché la risoluzione conferma che Israele è una “forza di occupazione”. A sua volta il rappresentante di Israele all’Unesco, Carmel Shama-Hacohen, ha cercato di fare buon viso a cattivo gioco, rallegrandosi per il cambiamento di posizione espresso dal Messico, che si è astenuto, e per la posizione del Brasile, che ha espresso alcuni dubbi sul linguaggio della risoluzione.
Su Newsweek Michael Rubin, un ex responsabile del Pentagono ed esperto di Medio Oriente, è molto critico nei confronti dell’Unesco, che per lui è “inquinata dall’odio politico” e quindi ha perso credibilità.
Per Daniel Gordis di Bloomberg, questa risoluzione, che segue la vecchia strategia seguita da Yasser Arafat (l’ex leader dell’Organizzazione per la liberazione della Palestina, morto nel novembre 2004), potrebbe in fin dei conti favorire gli interessi di Israele. A condizione però che la sua reazione rimanga misurata e non sproporzionata, cosa che finirebbe per aumentare il rifiuto della comunità internazionale nei confronti di Tel Aviv.
domenica 25 ottobre 2015
Netanyahu: la Spianata delle Moschee luogo di preghiera dei musulmani
Mentre Benjamin Netanyahu assicura, per stemperare gli animi, che non vuole assolutamente cambiare lo 'status quo' sulla Spianata delle Moschee, che continuerà ad essere un luogo di preghiera solo per i musulmani, un altro colono è stato accoltellato in quella che è chiamata 'l'intifada dei coltelli'.
Un monitoraggio 24 ore su 24 della Spianata delle Moschee affidato a un circuito di videocamere di sorveglianza. Questa una delle misure contenuta nell'accordo firmato tra Israele e Giordania con l’obiettivo di ridurre le tensioni a Gerusalemme. L’annuncio è arrivato da John Kerry, presente all’incontro ad Amman tra Netanyahu, Abu Mazen e il Re di Giordania.
“Attiveremo lungo tutta l’area un servizio di videosorveglianza 24 ore su 24. In questo modo garantiremo una visibilità e una trasparenza totale. Questo farà davvero la differenza e scoraggerà chiunque abbia intenzione di violare la sacralità di questi luoghi“. Ha dichiarato John Kerry.
Importante il coinvolgimento di Amman, custode dei luoghi santi per l’Islam di Gerusalemme. Nei quali, Netanyahu ha ribadito di aver ristabilito lo status quo, nel tentativo di spegnere l’ondata di violenze degli ultimi giorni. “ L’accesso dei fedeli alla Spianata delle Moschee sarà assicurato. Cosi come continueremo a garantire il mantenimento dell’ordine e della sicurezza pubblica. Abbiamo aumentato la cooperazione tra le autorità israeliane e quelle islamiche per garantire i fedeli e i visitatori rispettino la sacralità del luogo“ ha spiegato il Premier israeliano.
10 israeliani e 49 palestinesi sono morti nelle ultime 5 settimane. Il riaccendersi degli scontri tra le due fazioni ha sollevato la preoccupazione della comunità internazionale che sta cercando in queste ore di evitare il crearsi delle condizioni per l’ennesimo conflitto tra israeliani e palestinesi.
"Israele continuerà ad applicare la sua politica di sempre: i musulmani pregano sul Monte del Tempio (Spianata delle Moschee); i non musulmani lo visitano". Lo ha detto il premier Benyamin Netanyahu dopo gli accordi annunciati dal segretario di stato Usa John Kerry tra Giordania e Israele. Il premier ha quindi riaffermato che Israele non ha "intenzione di dividere il Monte del Tempio e respingiamo completamente ogni tentativo di insinuare il contrario".
Netanyahu ha infine ribadito che i visitatori e coloro che pregano nel complesso hanno il diritto di farlo "in pace, senza violenza, senza minacce, senza intimidazione e provocazione""; e ha chiesto "l'immediato ristabilimento della calma" e il ritorno alla normalità, dopo tre settimane di crescente violenza.
Ma qualcosa si muove anche tra i palestinesi, ieri sera il segretario generale del partito 'Palestinian National Initiative', (Al-Mubadra), Mustafà Barghouti, parente del famoso Marwan in carcere in Israele, è stato attaccato e ferito, con "un oggetto affilato o un coltello", davanti casa sua a Ramallah da due ignoti. E’ quanto riporta l'agenzia Maan citando fonti vicine allo stesso Barghouti.
Intanto, nel ventesimo anniversario dell'omicidio di Yitzhak Rabin, ucciso da un estremista di destra israeliano il 4 novembre 1995, migliaia di manifestanti hanno sfilato per le strade di Tel Aviv con lo slogan: "Ebrei e arabi non vogliono odiarsi tra loro. Israele e Palestina: due Stati per due popoli". Tra gli organizzatori del corteo il partito di sinistra Meretz e gli attivisti di 'Pace ora'.
E mentre Israele vive giorni di tensione, diventano sempre di più gli arabo-israeliani che vogliono spostarsi nelle aree calde di Siria e Iraq per unirsi alle fila jihadiste. L'ultimo un 23enne che è riuscito sabato ad attraversare in parapendio la frontiera con la Siria, dalle Alture del Golan, con l'obiettivo di unirsi ai gruppi islamisti ribelli. Nel passato l'intelligence israeliana ha lanciato numerosi allarmi sul fenomeno, considerato estremamente pericoloso.
Etichette:
Benjamin Netanyahu,
ebrei,
Gerusalemme,
Giordania,
Israele,
Monte del Tempio,
musulmani,
scontri,
sommosse,
Spianata delle Moschee,
territori palestinesi
Iscriviti a:
Post (Atom)